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Centro Culturale Arte Pozzo



" COMPOSIZIONE " cm. 60 x 60 - olio e smalto su tela ( 2005 )

GIORGIO FLIS ( pittore )
Le traccie dell'arte di Giorgio proseguono nel solco informale inaugurato dagli artisti
che lui stesso cita come i più amati: Burri, Da Stael, i miti dell'espressionismo astratto
e del tachisme europeo. Ne abbandona tuttavia l'ingenua pretesa di universalità che
per successive astrazioni portò lo slancio vitalistico della pittura al proprio eclissamento
nell'oggetto dato, nel comportamento-azione, nel concetto; il monaco Shiraga, fra i
maggiori rappresentanti del giapponese gruppo Gutai non esitò a distruggere con
entusiasmo mistico i lavori ancora in suo possesso considerandoli semplici escrementi
pittorici della sua attività artistica. L'esito di queste tendenze fu l'allienazione del
soggetto dall'arte. E' tuttavia sufficente riconoscere l'inerte sopravvivenza dell'io, pur
con tutte le sue contraddizioni, per intuire il fallimento di tali progetti universali.
La pittura di Giorgio è un' auscultazione della propria interiorità di fronte al fenomeno.
Una forma di conoscenza immanente e pre-sintattica dello spazio-tempo precedente la
costruzione appollinea di una forma da parte dell'intelletto, che i romantici attribuivano
al genio ma che oggi un pensiero disincantato può apprezzare come un momento sincero
di autocoscenza. L'appollineo ritrova conciliazione con l'istinto sulla tela,negli equilibri
dell' instabilità, comunioni, sintesi delle discordanze fermate nel quadro sempre dinamico,
trova il suo riconoscimento nell' origine stessa della sensazione, rintracciabile sempre nella
vita e nella natura fenomenica; nell' immergere sporadico di un' indagine figurativa.
L' intuizione poi diventa esperienza estetica per se e per lo spettatore, relazione e messaggio
aperto all' interpretazione. La testimonianza di emozioni diverse di più osservatori viene
riconosciuta dal maestro come il proprio " regalo " di tali eterogenee esperienze.
Mai però l' artista dimentica l' origine della sua arte e della propria emozione di fronte al dipinto.
La sua pittura nasce con la necessità di una secrezione naturale, è l' estensione spontanea della
propria individualità. La materia è ricordo quanto lo sono il volto e le mani dell'anziano
lavoratore. I segni tralasciano il disegno per reficarsi nel colore, a volte sorprendentemente acido
e squillante come mai è possibile incontrare nella pittura informale; incidono la superfice
terrosa e affondano negli abissi per portarne alla luce i sedimenti emotivi, diventano opulenta
aggiunta di colore ad altra materia in movimenti tellurici o raccolgono organicamente
nebulose di punti-luce come in un tessuto cellulare; le sfumature cromatiche prendono vita nel
felice incontro di una sapiente arte e del cosmico caso. La figurazione a volte sperimentata
è residuale o neolinguistica come quella parietale delle caverne o dei graffiti della cultura
suburbana.
Questa pittura ha a che fare con il puro piacere della visione. Lo spettatore può perdersi in una
vertigine della profondità per riemergere turbato fino a momenti di sottile lirismo. Lo sguardo non
resiste alla tentazione mobile del viaggio nella tela-ambiente, slitta nella veemenza come d' un
fiume in piena o vaga attonito nella ricchezza di un microcosmo, come concentrato su un muschio
cresciuto sulle roccie dei sentieri della Val Sangone, dove Giorgio è nato e dove condivide la
propria vita appartata con la moglie sempre amata, continuando la sua costante ricerca che non
abbandona mai la radice pittorica del suo sentire.
( Michele Bramante )


Studio

Per eventuali contatti con il pittore Giorgio Flis, contattare la sig.ra Angela Maioli del Centro
Culturale Arte Pozzo di Montaldeo (Al) Tel 0039.0143.849235 - Fax 0039.0143.849235 - cell.
0039.368.200291

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