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" Danzatrice che si allaccia una scarpa " bronzo cm.42 x 51 x 44 (1999)
SERGIO UNIA ( scultore )
CRITICA L' ossessione del corpo e del gesto Se non fosse per la reiterata, ininterrotta, caparbia, talvolta intensamente ripetitiva volonta' di Sergio Unia di produrre sculture prevalentemente dedicate alla rappresentazione del corpo (giovane e femminile), si potrebbe dire che il nostro artista sia solo un fedele seguace ( e in un certo senso lo č, a mio avviso ) di conclamati maestri del Novecento ( come del resto č gia' stato detto ), quali Degas, Mesina e, maggiormente, Giacomo Manzų; rispetto a quest' ultimo ( come negarlo ) č ravvisabile una sorta di autentica identificazione ( o savrapposizione ), tanto č evidente la scelta persino tematica: si vedano ad esempio le sue numerose " ballerine ", " Passo di danza ", i nudi con la sedia, la serie degli " Amanti ", e, comunque, sempre l'assorta posa di queste giovani donne, spesso adolescenti, di fronte all' artista che le ritrae. E gli esaurienti documenti fotografici nel catalogo del suo lavoro, Unia scultore, mostrano proprio la consonanza che appare manifesta tra scultore e modella, tra l' atteggiamento studiato di quest' ultima e la concentrazione dell' artista sulle forme sinuose del corpo femminile. Cosė la posa diviene plastica astrazione nella diversita' dei gesti, al tempo stesso ieratici e distanti, domestici e intimissimi e, in taluni casi ( mi riferisco in particolare ai suoi studi di disegno a matita e carboncino, dai forti toni chiaroscurali ), privi di ogni pudore. Eppure, alla fine, queste sculture in bronzo, legno, terracotta, gesso che Unia tratta con una sua istintiva tecnica post-impressionista ( č stato fatto pertinentemente il nome di Medardo Rosso ), per come fa dissolvere e vibrare le materie solidificate e rese sensibili dagli effetti di luce ottenuti con dei rapidi tocchi con i quali plasma le sue figure, eppure dicevo, queste sculture non parlano d' altro che della vita, degli affetti, dell' amore dell' uomo per l' universo femminile, famigliare e non. Difatti per Unia non c'č mito nella rappresentazione delle sue figure ( ed č qui che vediamo la diversita' con il grande maestro Manzų); i suoi lavori non alludono ad un tempo lontano, arcaico, appartenenti alla dimensione del sogno, come nell'immaginazione dello scultore bergamasco: no, nel nostro artista, a mio parere, la bellezza e le forme delle donne sono hic et nunc, e si ofrono generosamente alla contemplazione dello scultore che solidifica quel gesto, quell' istante che certo non sara' piu'. E' quell' istante nel quale, come dicevo piu' sopra, si stabilisce quella consonanza, quell' intesa senza parole tra artista e modella per dare sostanza alla materia inerte che diviene traccia di poesia e vita vissuta.
Roma, settembre 2002 Mario Ursino
Per eventuali contatti con lo scultore Sergio Unia, contattare la sig.ra Angela Maioli del Centro Culturale Arte Pozzo di Montaldeo (Al) Tel 0039.0143.849235 - Fax 0039.0143.849235 - cell. 0039.368.200291
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