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  Dittici Narrazioni fotografiche
galleriamarconi
galmarconi@siscom.it
www.siscom.it/marconi
 
Data di Pubblicazione giovedì 23 ottobre 2008

Quando 2 Novembre - 27 Novembre 2008
Orari lunedì-sabato dalle 16 alle 20
Dove C.so Vittorio Emanuele, 70 - Cupra Marittima (AP)

Fabio Mantovani, Kei Nagayoshi, Marco Scozzaro prsentano Dittici Narrazioni fotografiche a cura di Luca Panaro.
L’inaugurazione si terrà domenica 2 novembre alle 18:00 La mostra termina il 27 novembre La Galleria Marconi è aperta tutti giorni dalle 16.00 alle 20.00, esclusa la domenica.
La rassegna di mostre Gallerista sull’orlo di una crisi di nervi prosegue con il suo secondo appuntamento. Dopo il successo della collettiva sPRIGIONIe la seduzione della costrizione, che ha aperto la stagione espositiva, proponendo uno spaccato dei fermenti artistici provenienti dalla Sicilia, domenica 2 novembre alle 18.00, alla Galleria Marconi di Cupra Marittima, infatti, si inaugura la collettiva DITTICI. Narrazioni fotografiche, con Fabio Mantovani, Kei Nagayoshi, Marco Scozzaro. La mostra è ideata da Luca Panaro.
“Quando due immagini sono intimamente accostate, per volere dell’autore oppure del caso, nasce fra queste una magica relazione, una sorta di cortocircuito spazio-temporale. A differenza dei dittici medievali dipinti su tavola, nel caso del doppio fotogramma, ad essere avvicinate non sono soltanto due figure, bensì pezzi di mondo. Questi vengono decontestualizzati e inseriti uno accanto all’altro formando una realtà distinta, possibile solo in fotografia e frutto del contatto fra le immagini. […] Fabio Mantovani, Kei Nagayoshi e Marco Scozzaro si servono della macchina fotografica per indagare aspetti differenti della realtà, ma scelgono il dittico come linguaggio comune. Probabilmente il doppio fotogramma è utilizzato dai tre autori per rafforzare le possibilità narrative della fotografia; offrendo una lettura univoca del soggetto rappresentato, oppure, al contrario, ricercando quella pluralità di significati che il mezzo è pronto a restituirgli”. (Luca Panaro)
Gallerista sull’orlo di una crisi di nervi.
Un urlo agghiacciante fa tremare i vetri della Galleria. È un caldo pomeriggio di ottobre e tutto sembra scorrere per il meglio. Sul tavolo ci sono la solita bottiglia di ginger, il solito pacchetto di patatine, riviste d’arte a libera consultazione e tutte le altre cose che fanno sì che un ambiente si possa chiamare casa, anche quando è una galleria d’arte. La mostra si avvicina e si è in pieno fervore organizzativo, il telefono è bollente e il computer lavora a pieno regime per mandare i comunicati stampa, quando…
quando l’ADSL si punta e non vuol saperne di andare avanti. Ecco allora l’urlo del gallerista, con l’occhio vitreo e iniettato di sangue alla ricerca di qualcuno che faccia il miracolo e rimetta il PC in rete. Un altro piccolo contrattempo sulla strada dell’arte.
Allo stress di una mostra, collaboratori di vario tipo aggiungono stress, ritardi, piccole/grandi inefficienze che un povero gallerista si trova a dover affrontare, perdendo i capelli e/o facendosi venire i capelli bianchi. Eccolo buttarsi su massicce dosi di tachipirina per affrontare l’immancabile febbre pre-mostra, mettersi ai fornelli per preparare pasti con innumerevoli portate e quantità capaci di sfamare interi reggimenti, eccolo infine perdere l’attimo atteso ogni giorno come la manna dal cielo: il riposino pomeridiano. Una vita dura fatta dalle piccole insoddisfazioni di ogni giorno e dalle grandi soddisfazioni di ogni mese.
Gallerista sull’orlo di una crisi di nervi è l’omaggio a quella cosa bellissima ed entusiasmante che è l’organizzazione di una mostra, cosa bellissima, ma anche snervante e stancante. Ecco che aumenta il numero delle sigarette fumate fuori dalla porta, ecco che i chiodi e le viti si accumulano sul pavimento. Poi si inaugura, si parla, si ride e il giorno dopo si pulisce. Questa è la “tragica” routine che accompagna la vita di un gallerista. Ma non bisogna dimenticare però la bellezza di una mostra, il piacere di una chiacchierata con gli amici, l’emozionarsi sempre nuovo che ripaga da ogni affanno. I rapporti umani, e non solo professionali, con artisti, critici e curatori, sono il vero collante dell’attività e il motore che rende sempre nuova la voglia di andare avanti.
Solo un grazie a chi ci permette di poter seguire ed apprezzare il mondo dell’arte nel suo continuo movimento.
The exhibitions of the program “Manager of an art gallery on the edge of a fit of nerves” is going on with the second appointment. After the success of the group exposition “sPRIGIONIe”, seduction of compulsion, that opened the expositive season proposing samples of the art movement from Sicily,on Sunday 2nd November at 6.00p.m. at Marconi Gallery of Cupra Marittima there will be the opening of the group exhibition “DIPTYCHES” . Photo narrations, with Fabio Mantovani,Kei Nagayoshi, Marco Scozzaro. The exhibition is planned by Luca Panaro.
“When two images are closely put together, because the author wanted so or by chance, a magic relationship is originated between them, a kind of space-time short circuit. Contrarily to the medieval diptyches painted on wood, with the double photogram, there are pieces of world put close together and not only two figures.The diptyches are taken out of the context and put one next to the other making, this way, a distinct reality, the result of the contact between the images and only made possible with photography. (…) Fabio Mantovani,Kei Nagayoshi e Marco Scozzaro use the camera to analyse different aspects of reality, but they choose the diptych as a common language.The three artists, probably, use the double photogram in order to strengthen the narrative possibilities of photography; offering a unique interpretation of the represented subject, or, on the contrary, seeking that variety of meanings that the camera is ready to give back to it. (Luca Panaro)
Manager of an art gallery on the edge of a fit of nerves
A frightening scream makes the windowpanes of the gallery shaking. It’s a warm October afternoon and everything seems to be going the right way. On the table there are the usual bottle of ginger, the usual packet of crisps, art reviews, to be freely consulted, and all the rest that makes a place your home, even when it is only an art gallery. The exhibition is getting closer and everyone shows the full zeal of the organization, the phone is boiling and the computer works continuously sending the press releases, when…When the ADSL stops working and doesn’t seem to be wanting to go on. Here it is, then, the scream of the manager, with his glassy look full of blood, looking for someone who can do the miracle and put the computer again connected. Another little inconvenience along the way of the art. Technical file
Various collaborators add stress, lags, small/big inefficiencies which the poor art gallery manager must face, losing his hair or better getting it white old. Here he is taking large amounts of medicines to face the certain high temperature before an exposition, here he is in front of the cooker in order to prepare big amounts of meals, able to feed whole armies. Here he is, in the end, losing the daily awaited moment, as it was the manna from heaven: his afternoon snap. A hard life made of the daily small dissatisfactions and of the monthly big satisfactions.
An art gallery manager on the edge of a fit of nerves is a tribute to the very beautiful and fantastic organization of an exhibition, something very beautiful but nevertheless exhausting and tiring. Here he is increasing the number of cigarettes smoked outside the door, while nails and screws are piling up on the floor. Then the opening with all the talking, laughing and at the end the cleaning of the day after. This is the “tragic” routine in the life of a poor art gallery manager. But you shouldn’t neglect the beauty of an exposition, the pleasure of chatting with friends, the always new emotions, that repay for any worries. The human , and not only professional, relationships with the artists, critics and curators, are the real linkage of the activity and the engine that makes the will to go on always new.
We only want to thank the ones who allow us to be able to follow and appreciate the art universe in its continuous movement.

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