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  Paolo Icaro
Gabriella Papini
info@gabriellapapini.com
 
Data di Pubblicazione lunedì 9 marzo 2009

Quando dal 21 Marzo al 26 Aprile 2009
Orari martedì /sabato 9.00/19.00. domenica, lunedì e festivi ore 10.00/13.00 - 16.0 /19.00
Dove Pinacoteca Comunale Francesco Podesti - Anzona

Artista fuori dagli schemi e dalle convenzioni delle diverse correnti artistiche Paolo Icaro può essere considerato uno dei protagonisti più interessanti della recente contemporaneità. Difficilmente inscrivibile all’interno di uno dei numerosi -ismi che costellano la Storia dell’Arte del secondo Novecento, Icaro costruisce una ricerca propria e personale caratterizzata da un profondo rigore teorico e formale, che si manifesta nel disegno, nella performance e soprattutto nella scultura e nelle installazioni. Misura e trasformazione sembrano essere i cardini attorno a cui ruota una poetica che sviluppa alcuni temi cari al grande pensiero filosofico del secolo appena concluso. Una poetica che rimette l’uomo e la sua attitudine di faber, di trasformatore, al centro dell’universo. Il gesso, le pietre, il metallo, elementi naturali e primordiali, vengono trasformati dall’operare dell’artista e nel prendere forme nuove mutano il proprio valore semantico. Ma la ricerca di Icaro va oltre, coinvolgendo attraverso le sue presenze, l’assenza dello spazio circostante. I materiali si fondono e diventano oggetti che nell’installazione complessiva mutano il valore ed il senso del luogo che li ospita, che soggiace alle regole imposte dall’opera, al pensiero forte e dominante dell’artista. In questa occasione Paolo Icaro propone due interventi al piano nobile della Pinacoteca Francesco Podesti di Ancona, nella Sala del Cinquecento veneziano che ospita alcuni capolavori di grandi Maestri dell’arte italiana. Un cortocircuito temporale in cui l’antico ed il moderno vegono delicatamente invitati a convivere. In Ombra 90° stele in gesso del 1996, l’elemento lineare dell’angolo retto viene accentuato da un lato scurito dalla grafite, un’ombra insita nell’oggetto che avvia un dialogo silenzioso e poetico con l’ombra proiettata dall’uomo sul libro nel Ritratto di Francesco Arsilli dipinto da Sebastiano del Piombo. Lo spazio dipinto si dilata fino a pervadere la Stele creando un luogo sospeso in cui le due opere sembrano convivere integrandosi l’una all’altra. Le Stele di Icaro sono leggerezza e tensione, poesia e rigore, purezza e commistione. Lassù: per un blu K. Cresce rapida verso l’alto, innalzando al cielo una spugna sintetica intrisa di un particolarissimo pigmento blu, un movimento ascensionale, come quello creato da Lorenzo Lotto nell’opera Madonna col Bambino nota come Pala dell’Alabarda, dove ogni linea sembra spingere la Madonna, vestita del suo splendido manto blu, verso la gloria dell’incoronazione. Anche qui, lo spazio dipinto sublima i contorni della tela quasi ad entrare, nella suggestione delle cromie, in un tempo ed uno spazio diversi. Una frattura della linearità in cui l’intervento contemporaneo non rappresenta più una semplice associazione o confronto, ma diventa soggetto ed oggetto di un’interazione vera e profonda sul piano estetico e formale. Così due stele, due presenze, due inattesi visitatori si relazionano con le suggestioni di due antichi Maestri. Un dialogo fatto di suggestioni estetiche, di luci, di ombre e di colori. Il piano terra della Pinacoteca ospiterà invece una raccolta di disegni, alcuni dei quali proposti per la prima volta in Italia, altri assolutamente inediti. Una selezione operata privilegiando un percorso estetico in cui vengono alla luce le caratteristiche salienti che nel corso degli anni hanno caratterizzato la poetica di questo Maestro dell’Arte Italiana. Un percorso che dalle meditazioni sul segno ci porta al rigore concettuale delle Mappe del 1978 o degli Scomposti del 1986, ed ai disegni graffiti (Pulp Drawing, 1964) dove disegno e scultura sembrano quasi fondersi. Un’esperienza che ci porta fuori dalla bidimensionalità classica della grafica introducendoci in un luogo dove il disegno invade la terza dimensione, quella della scultura per arrivare alla quarta: il tempo. A cura di Gabriella Papini e Stefano Verri, con la collaborazione di Massimo di Matteo. Il progetto espositivo prende avvio il 21 marzo, ore 17.30, per proseguire fino al 26 aprile, in concomitanza della giornata mondiale della poesia e con la partecipazione di Ermanno Bencivenga per la sezione “Arte tra poesia e pensiero: emozioni del creare”, con una conversazione inserita nel calendario della rassegna di filosofia "Emozioni vitali 2 - Festival del pensiero”, curata da Giancarlo Galeazzi. Previsti un incontro con Ludovico Pratesi il 2 aprile ed una serie momenti pubblici per la Settimana della Cultura dal 18 al 26 aprile. Con il patrocinio della Provincia di Ancona - Assessorato alla Cultura e del Comune di Ancona - Assessorato alla Cultura.

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