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  La Quadripersonale: Tratti e Ritratti & La Personale: Luci sulle Emozioni
Francesca Donadio
francescadonadio@hotmail.it
www.bluarte.it
 
Data di Pubblicazione lunedì 30 marzo 2009

Su Bluarte Virtual una quadripersonale scandaglia il racconto silenzioso di un volto che si rivela nei “Tratti e Ritratti” di Francesca Donadio, Donato Lotito, Costantino Quarta, Giuseppe Turconi, sfumature di impeccabili seduzioni dell’inconscio. Visi elaborati con una particolarissima introspezione psicologica divengono paesaggi dello spirito, anime nel delirio del corpo. A tratti l’espressione rivela il ritratto, è una storia di segni nella trasposizione pittorica di Donadio, è una storia di passioni mai spente che ci regala il fascino di riscoprire Matisse, Modiglioni e Pissarot. Un uso costruttivo del colore e della luce definiscono il soggetto, sono figure che esprimono sentimenti composti, sono frammenti di vita celati da forme semplificate e dal giusto equilibrio compositivo. Nella staticità apparente del ritratto il dinamismo dei pensieri svela il loro carattere discreto, la pennellata ne segue l’impulso, il risultato è una silente impressione vitale cadenzata nel ritmo di emozioni febbricitanti sopite sulla soglia dell’invisibile. Una “situazione” modellata in soluzioni stilistiche suggestionate dal dinamismo delle forme geometriche. Le curve e le aspre spigolosità s’incontrano armoniosamente e sulla tela, linee fortemente allungate e lievi simmetrie si congiungono nelle pennellate dedicate a Modiglioni, una tangibile fisicità sfuggente al tempo. Interpretazioni soggettive e fortemente incisive, la vivificante atmosfera che riescono a trasmettere, subisce una “deviazione fotografica”, quasi una cadenza artistica maturata dal di dentro per sfumature sul tratto ed effetti sul ritratto, tutt’intorno l’elogio di un mistero chiamato Arte. Su di esso gli occhi del pensiero, sulla superficie visibile, invece, lo sguardo del sensibile rivela la voce segreta dell’immagine. Un concetto senza tempo posto sotto la lente della verità di Lotito, delicatezza digitale per letture sull’essenza della vita. La luce e le sue infinite inclinazioni scandiscono l’impressione del tempo nell’attimo che fugge lasciando tracce di albe vibranti di speranza e di tramonti carichi di nostalgia. Stati d’animo agli albori della vita mostrano tutta la loro profondità colta in occhi limpidi e trasparenti. Un alito di poesia forte, silenzioso, toccante che comunica l’essere anima e corpo nel meraviglioso dell’immenso. L’artista alterna il bianco e nero al colore per immagini che si moltiplicano tra Arte e cultura popolare come i ritratti pop stile Warhol, improvvisazioni ironiche sul fondale della quotidianità. Interagisce poi, con le luci e le ombre, con la storia, i sogni e la natura stessa della realtà, per uno scatto che preannuncia la profondità investita dalla memoria, il ritratto allora acquista il suo spessore, il suo valore e non appare più come un’astrazione mentale ma come una visione sfuocata sul drammatico vissuto, un chiaroscurale che fa risaltare nel volto dell’infinito il viaggio della vita. Tra i segni del tempo Quarta, partendo dalla fisicità, porta in superficie l’invisibile, impercettibili filamenti, sottilissime pieghe, vibrazioni, fremiti, respiri, un’intera partitura orchestrata nella trasparenza della luce. Una diafona leggerezza che sembra scolpire i volti con la dolcezza lirica e contemporaneamente corrosiva della languida fluidità dell’ispirazione. La costruzione armonica del soggetto di conseguenza risulta tenera e forte, intima e carica di tensione, suggestioni che nascono come un preludio in attesa, un ricordo sospeso, un brivido caldo sciolto in perlacei frammenti di umanità. Sono ritratti in cui immergersi per ritrovare sensazioni dimenticate e ricreate dall’artista con l’intensità del tratto. Un tratto sicuro, indagatore per un contatto atemporale sulla superficie epiteliale dell’intimo sentire, un contatto che solo l’Arte può tramutare in sostanza tattile da sfiorare con gli occhi, da assorbire con la mente e con il cuore. Le tonalità irrorate da pennellate di luce rendono la materia vitale, nelle matite, invece, l’assenza del colore, preannuncia la caducità dell’uomo: la vita lentamente si dissolve, l’anima resta. Uno stile rarefatto consono ad esprimere l’emozione, l’impetuosità dei sentimenti, la transitorietà. In uno sguardo ritratto il vero dell’esistenza, la verità al suo scomparire. Tratti e Ritratti nella leggibilità di forme espressive tese fra segno e gestualità materica diluita in realismo. Turconi implica il fisico ed il mentale, il reale e il concettuale, il surreale e il metafisico. Un’ evoluzione di senso solcata dalla linea pittorica, un elegante poema fantasioso ma veritiero nella forma e nella sostanza. Essenziale, evocativo, intimo nel tradurre in una poesia per immagini un distillato d’emozioni e stati d’animo turbolenti ed enigmatici. L’ascesa vorticosa dell’ispirazione cattura la luce regalandoci visioni smaglianti filtrate da un prisma cristallino che abbaglia. L’impressione si trasfigura in sensorialità, l’enigma accarezza la realtà del sogno e ciò che avanza è una dimensione pervasa da un senso di pensosa pacatezza, di sospensione temporale, d’improvvisa melodia. La mano segue la mente e il segno incisivo, preciso, netto, elegante traccia l’intimità dell’anima nella sinuosità scultorea di un corpo, desiderio che nasce, farfalla che muore , un segno ancora e l’elogio dell’ombra accende l’atmosfera. Il tratto rivela l’astratto e la forma distratta insegne il ritratto.


La realtà del colore è una rappresentazione informe dell’emozione, la sua astrazione veste di spiritualità l’invisibile per attimi figurativi sospesi nella coreografia del pensiero. Francesca Donadio, disponendo un’invisibile griglia di linee verticali ed orizzontali ne calibra l’intensità, il ritmo, la timbrica e ne riempie i vuoti con una pittura emotiva che accende le “Luci sulle Emozioni”, la sua ultima personale in corso su BluarteVirtual.
Alterazioni musicali sfuggenti alla forma, con eleganza e discrezione, vestono un sogno nato dalla ragione stessa ed elaborato dall’immaginazione in perlacei filamenti d’essenza, capaci di esprimere stati d’animo dal carattere irrisolto ed indeterminato. Un panneggio soave dentro il quale contrasti e riflessi cromatici dipingono l’illusione del vissuto, l’inganno innocente, la verità apparente. Trame di luce solcano l’opera ed elementi geometrici compongono l’architettura dello spazio dipinto concepito, dalla Donadio, come ambiente pensante estremamente intimo, vero e naturale. Il fermento del colore e l’inquietudine creativa convivono nell’artista generando, tramite segni sensuali e fluidi, un’orchestrazione cromatica avvolgente e tentacolare quanto liricamente malinconica. Cambiamenti ed accelerazioni attraversano il supporto, luogo di dialogo sonoro, e rilasciano sentimenti liquefatti in evanescenti ricordi contemporanei, sono presenze veicolanti il silenzio incorporeo del colore, quasi parole cariche di espressività e sature di sostanza materica. Nelle opere in mostra si coglie una dimensione di serenità ideale, una configurazione cromatica di fresca e luminosa fluidità, una sospensione fuori dal tempo, elaborata negli acquarelli, da una pennellata istintiva o da una azione determinata dall’istinto messo a freno dalla mente? La luce soffusa che colpisce la tela non svela il mistero, anzi sembra estenderlo anche agli oli. Figurazione e astrazione aprono ventagli, librano fantasie, giocano con la natura ed i paesaggi sembrano evocare forme surreali, composizioni di luce e colore, pensieri visivi, reminiscenze, sensazioni, quasi passaggi lirici tra ciò che è e ciò che si vede. La realtà si allontana smaterializzandosi in una spazialità onirica, mentre gocce, elementi geometrici, arabeschi mentali e sfumature fluorescenti, sostengono la visione della Donadio imbevuta di essenza luminosa, è una danza di luce nel ritmo del colore. “Evanescente - Paesaggio”, “Miracle - Paesaggio”, “Ventagli 2 ”: profonde sensazioni, mirabili impressioni, un mondo suscitato da improvvisi folgorazioni di colore che si scompongono in tanti frammenti quanti sono i battiti della passione quando, energica e palpitante, emerge dallo sfondo per una fuga romantica ed approda, stemperata nel verde petrolio, di “Paesaggio verde” o nei colori caldi di “Barca a vela sul Tamigi”. Sotto la pelle dell’intimità la realtà assume il sapore del quotidiano, la vita entra concretamente nell’opera d’arte, infatti la Donadio inserisce in alcune sue opere oggetti comunissimi come i CD, un’evoluzione creativa che così teatralizzata porta a chiedersi cos’è un oggetto e in che rapporto è con il mondo e di conseguenza con noi stessi. “Luci sulle emozioni”, colore sulle intuizioni. L’anima si apre al rigore e alla misura, Donadio si lascia tentare dall’equilibrio e dall’estro inventivo, un percorso sulle ali del dinamismo dove la suggestione è un graffio impercettibile nella vibrazione del colore. Una mostra che relaziona con il cuore le prospettive della mente, perchè la lucidità di un’emozione è una riflessine dipinta in moduli fluidi e leggeri che sorprendono la vulnerabilità dell’assenza con i riverberi sonori del colore.

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