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  Ruhur Biennale 2010
Sassu Antonio Gruppo Sinestetico
info@ruhrbiennale.de
www.ruhrbiennale.de
 
Data di Pubblicazione martedì 21 settembre 2010

Quando dal 02 Ottobre al 30 Novembre 2010
Dove Duisburg (DE)

RUHR 2010 – l’area della Ruhr come capitale culturale è un importante fattore economico per la regione. La Biennale Ruhr 2010 è dedicata al senso di possibilità nell’arte. La complessità dei suoi temi visualizzerà ed esprimerà: il grande nel piccolo – i molti nei pochi; cerchi che completano il cerchio dell’esistenza – movimento, motivazione e motivi; la grande cosa rotonda delle condizioni esistenziali – il movimento fluttuante della vita activa et contemplativa. L’Arte si prende cura delle questioni politiche, ecologiche ed esistenziali del nostro tempo. L’Arte riflette la normalità delle contraddizioni che procedono assieme al clima ed alla vita all’interno della catastrofe. Riflette la delega della ragione e dell’auto-referenza a sistemi e regole che determinano l’apparenza estetica tipica, senza resistenza e senza un quadro autentico di desiderio. L’Arte riflette la pelle dei sogni condizionati dalla scena permanente del fascismo quotidiano. Nel mondo dello spaccio di immagini e delle fabbriche di illusioni La follia della normalià (A.Gruen) sarà esautorata o adoperata per la pubblicità. Allo stesso tempo, la disinformazione intenzionale delle fabbriche del consenso condiziona la paura della cultura nel contesto della propria responsabilità e tradizioni. Al posto della dignità di chiedere dobbiamo confrontarci con l’info-trattenimento di non-attualità nella sua specifica zero-mediatica. La cultura oggi non si preoccupa della Educazione dopo Auschwitz (Th.Adorno) – La scomparsa della giovinezza (N.Postman) – La fine della cultura della televisione (), l’”orizzonte quadrato” (P.Virillio), allo stesso modo di tutte le similari attivazioni di meraviglia&ferite, sogni&traumi che vengono esautorate. Non è che “il sogno che da piacere elimina tutte le anime?” (J.P.Sartre) Le immagini virtuali chiudono Le porte della percezione (A.Huxley) - “il grado zero dei tessuti” chiude la coscienza dei mondi. La media/mediocre e l’illusione/mania formano la mente materialistica del consumatore e comunque il terrore dell’auto-realizzazione. Di fronte a semafori televisivi ci confrontiamo con l’Homo Sociologicus (R.Dahrendorf); mentre incontriamo l’Homo Ludens nell’Autunno del medio evo (J.Huizinga) ed in Il gioco delle perle di vetro (H.Hesse) o nella storia dell’arte letteraria e culturale. DalL’altra parte (A.Kubin) “Arte, ancora una volta, è vita” (Th.W.Adorno). La sua capacità e senso pratico di possibilità differisce dal pubblico pericolo e profondità di promozioni e pubblicità – quindi l’arte non può essere paragonata ai prodotti estetici che incontriamo nei musei di tempo reale. Mutatis mutandis. L’arte (sogni & stanze) ci dà il dono del “Frigorifero della storia di Bosh” tanto quanto il trittico di Hieronymus Bosch: Il giardino della sensualità. 500 anni dopo, il filosofo e pittore K. Malewitsch dipinge nel 1914 il Quadrato Nero e lo nomina: “L’icona zero dell’arte.” L’arte ha conquistato l’arte di dipingerlo di nero – la matematica lirica – La poetica dell’estasi (T.Leary), mentre l’“utopium” dell’arte avvia esperienze di risveglio. Il sonno della ragione continua a dare alla luce mostri. Nulla dies sine linea. L’arte escogita strategie, porta continuamente ceste di parole ed uova con la sorpresa. Nel labirinto dell’arte (A.Bonito) possiamo scoprire la grande cosa rotonda, cioè l’uovo tasto creato da A. Thomkins che ha anche inventato l’incredibile palindrome DOGMA IAM GOD. A=O; A=A: A ~ A ... A ? A… Il museo dell’immaginazione (A.Malraux) si prende cura di tutte le sorprese e le raccoglie. È la dimora di “sogna a deo misso” – il sogno inviato da dio: il dio della natura, il dio dell’arte, il dio che la più grande tentazione di tutte. Il museo dell’immaginazione si prende cura della dea delle nostre incalcolabili morti e rinascite: la fenice di utopia & desiderio, gli uroboro, La maschera degli dei (J. Campbell), e la lattina Campbell della popart di Warhol, maschere acustiche, riassunti, l’ideale e le figure problematiche, La madonna del futuro (H. James), l’ombra e de profundis della sua valida o Falsa prospettiva (W.Hogarth). Lo stock di temi disegnati velocemente fluisce attraverso la persona dell’artista, paralizza o vitalizia l’alchimia dei suoi sentimenti e sensibilità. La volontà creativa dell’arte passa le proprie visioni e la propria partecipazione enfatica mistica, e tramite la sofferenza della conoscenza realizzata, ai modelli della futura arte di vivere (ars vivendi). L’amante dell’arte – che è prima attonito e diventa poi consapevole – realizzerà la qualità sensuale-emozionale dell’arte. Percepirà e scoprirà La poetica dello spazio (G. Bachelard) – Il campo dei sensi e della sensualità (Kückelhaus) – La storia dell’occhio (G.Bataille), l’anarchia pacifica di ciò che può essere fatto, o il conforto della dialettica philosophia perennis nel significato dell’artista: Il vivere veritiero (L. Aragon) – La perdita della bugia (O. Wilde) – Lo specchio nell’arte (H. Nibbig) – le bugie del dipingere. Conclusione: l’arte vive sulla differenza dalla politica. La burocrazia culturale che limita e restringe l’arte, i mercati d’arte che depredano e vendono il togliersi di dosso delle pelli d’arte, agenzie di sensazioni che fanno uso delle loro forme e modelli, stanno semplicemente degradando l’arte e facendo diventare i lavori d’arte prodotti di bene industriale. “La banalità sale sul palco” (J. Koons). Lo spirito dell’utopia – la trasformazione della natura in arte – dà all’arte e alla pace, una possibilità.
Per la biennale sono previsti artisti da 14 nazioni. Dalla Cina: Ling Xu, Liu Cheng Ying, Wang Weijia, Zhou Bin la Germania: Beatrice Jansen, Bernd Schäfer, Christiane Fichtner, Cristoph Damm, Detlef Mischo, Heidrun Günther, Helmut Bauer, Herbert Schero, Julia Elles, Klaus Berends, Klaus Bittner, Kurt Budewell, Manfred Niepel, Marion Marquardt, Matthias Meyer, Michael Voigt, Mongkok, Olaf fumo, Uli Nowitzky, Werner Degreif, Wolfgang Nieblich la Finlandia: Jonna Johansson, la Juan Kasari Francia,: Henri Viret, Isabelle Vorlet, Jaqueline Merville, Patrick Beurard-Valdoye l'India: Jyotee, Rajan Fulari, Subodh Kerkar, la Sushil Kumar Italia: GRUPPO SINESTETICO Corea: Lato sottovento Jeong-Eun, Su Jeong Shin-Goldbach l'Austria,: Eva Sommeregger, Florian Schafschetzy, la Gregor Holzinger Russia: Tatjana Borodin Svizzera: Stefan Baltensperger la Repubblica ceca: Jindich lite, Jiri Suruvka, Karel Forman, Marek Schovanek, Pavel Forman USA: Pamela Singh

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