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  Naturacultura - Il potere modellante della parola
Galleria Marconi
galleriamarconi@vodafone.it
www.siscom.it/marconi
 
Data di Pubblicazione venerdì 18 febbraio 2011

Quando dal 27 Febr al 27 Mar 2011
Orario lunedì-sabato dalle 16 alle 20
Info 0735778703
Dove Cupra Marittima (AP)

Domenica 27 febbraio alle 18.00 la Galleria Marconi e l'Amministrazione Comunale di Cupra Marittima (Assessorato alla Cultura) presentano il secondo appuntamento di Naturacultura, un percorso in tre collettive che si pone l'intento di osservare il controverso e affascinante legame tra arte, uomo e natura. Gli spazi della Galleria Marconi per questo appuntamento ospiteranno le opere di Daniele Duranti, Carla Mattii, Sabrina Muzi, Giorgio Pignotti e Giovanni Termini. A curare l'evento e i testi della mostra è Cristina Petrelli. Quarto appuntamento della rassegna Troppo! La Galleria Marconi esagera!, Naturacultura è un invito a riflettere sul futuro della nostra specie, del nostro mondo e del nostro stile di vita. L'arte osserva la contemporaneità e dà voce e forma a speranze, paure, inquietudini e sogni. Lo sguardo di Naturacultura a tratti è limpido e a tratti onirico, non esiste un percorso unico né una verità assoluta, bensì mille percorsi possibili per ricreare un rapporto di rispetto e un domani sul nostro pianeta, che è anche l'unico che abbiamo a disposizione. “Quanti tipi di realtà esistono? Coriandoli scomposti, petali di un candore asettico, paesaggi dall’essenza indefinibile, dettagli capaci di evocare istinti primordiali e figure che mettono in dubbio la nostra capacità di giudizio. I sensi si attivano. Tatto, vista, udito, consentono al nostro intelletto di elaborare una personale percezione della realtà inserendosi nel complesso e multiforme rapporto esistente tra natura e cultura. Differenti prospettive che scaturiscono dal delicato stato di interdipendenza dinamica che si crea tra l’uomo –inteso come processo sociale- e lo spirito naturale. In tale contesto il lavoro di Daniele Duranti conduce a riflettere sul rapporto tra visione diretta e mediata, soffermandosi sull’equilibrio sottile di realtà e finzione. Un accostamento fra verità ed artificio che nelle opere di Carla Mattii si concentra sugli elementi naturali. Riprodotti artificialmente petali, pistilli e foglie, sono un invito a dare origine a nuove specie organiche che non hanno alcuna possibilità evolutiva. Il rapporto tra limite ed infinito si trasforma, in Sabrina Muzi, in una lotta costante ed insondabile, che trova nella natura un mezzo per esplorare la parte più irrazionale dell’uomo. Una possibilità che Giorgio Pignotti assegna alla figura concentrando l’attenzione sul discorso identitario. Il volto diventa lo strumento mediante il quale interrogarsi sulla capacità di riconoscere chi abbiamo davanti attraverso le caratteristiche fisiche. Le installazioni di Giovanni Termini, sempre sull’orlo del paradosso, riescono invece ad esprimere il contrasto tra l’inarrestabile scorrere dell’esistenza e la tendenza a costruire certezze. Esperienze diverse che rappresentano singole modalità di messa in forma del reale. Un processo di interpretazione che potremmo accostare a quello attuato attraverso il linguaggio il quale ha, nella consuetudine orale, la sua originaria espressione, mentre trova nella scrittura l’articolazione successiva. Il racconto, in questo senso, diventa una fonte ricca e preziosa nella quale immergersi per lasciarsi meravigliare dalle tante ed infinite forme in cui può essere intenso il rapporto tra natura e cultura. Un nesso di relazioni da cogliere affidandosi al potere modellante della parola”. (Cristina Petrelli) Una nuova rassegna per il sedicesimo anno di attività, in una Galleria Marconi rinnovata nella forma ma fortemente radicata nella sostanza del proprio percorso di ricerca, già questo sembrerebbe Troppo. Ma non ci può bastare. La speranza è lavorare ancora con la coerenza, la testardaggine e la voglia di crescere, restando sempre al passo con i tempi, cogliendo idee e mutamenti della nostra epoca, e anche questo sembrerebbe Troppo. Non c’è arroganza, né immodestia, ma la rassegna 2010 2011 si intitola proprio Troppo! La Galleria Marconi esagera!, perché in un mondo dove la crisi è presente e tocca purtroppo la vita di milioni di persone, dove tutti noi siamo sottoposti a tagli e a restrizioni dei diritti fondamentali, abbiamo avvertito il desiderio di debordare, non solo fisicamente.


Marconi Gallery and the Municipal Administration of Cupra Marittima (Department of Culture) present the second appointment of Natureculture. It's a project with three group expositions that wants to draw attention to the controversial and fascinating relationship between nature and culture. For this event Marconi Gallery will present the works by Daniele Duranti, Carla Mattii, Sabrina Muzi, Giorgio Pignotti and Giovanni Termini. Exhibition and texts cured by Cristina Petrelli. Fourth appointment of the series Too Much! Marconi Gallery exagerates!, Natureculture is an invitation to reflect about the future of our species, of our world and of our lifestyle. Art observes the contemporary and gives voice and shape to hopes, fears, concerns and dreams. Natureculture glance is sometimes clear and sometimes dreamlike, a unique path doesn't exist, neither an absolute truth, but thousand of possible paths, to recreate a respectful relationship and a future on our planet, the only one we have at our disposal. "How many kind of realities do exist? Scattered confettis, aseptic candor petals, landscapes of indefinable essence, details able to evoke primordial intincts and figures which question our ability to judge. Tact, sight, hearing allow our intellect to elaborate a personal perception of the reality, entering into the complex and varied relationship existing between nature and culture. Different perspectives, coming from the delicate status of dynamic interdependence that is created between man, as a social process, and the natural spirit. In such context the work by Daniele Duranti leads to a meditation about the relationship between direct and mediated vision, thinking about the subtle balance of reality and invention. A combination of reality and artifice which is concentrated on natural elements in Carla Mattii works. Artificially reproduced petals, pistils and leaves invite to originate new organic species, without any possible evolvability. Sabrina Muzi turns the relationship between limit and infinite into a permanent and unfathomable fight, which finds a means of exploring the most irrational part of man in nature. Giorgio Pignotti gives this possibility to the figure, concentrating the attention on the identity matter. Face becomes the means through which we can consider the possibility to recognize who we have before through physical characteristics. Instead the installations by Giovanni Termini, always on the edge of paradox, can express the contrast between the unrestrainable flowing of existance and the tendency to built certainties. Different experiences that represent personal ways to give form to the real. A kind of interpretive process we could juxtapose to the one realized by the language, which has its original expression in the oral practice and finds on writing its next form. The story this way becomes a precious and rich source where dive in orfer to be astonished by the many and endless forms of the relationship between nature and culture. A relations connection to be seen relying to the modelling power of the word". (Cristina Petrelli) A new series for the sixteenth year of activity, in the renewed spaces of Marconi Gallery, but strongly roteed in its research course. All this would seem already Too much. But it cannot be sufficient. Our hope is to work still coherently, with our being willful and wanting to grow, always behind the times, capturing ideas and changes of our time. All this would seem Too much as well. There is neither arrogance nor immodesty but the 2010-2011 series is just entitled Too Much (Marconi Gallery exagerates), because in a world where there is the crisis that is involving million of people, where everyone of us is subjected to cuts and restrictions of the fundamental rights, we feel the desire to overflow, and not only physically.

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